5 giugno 2026
OROPESA DE MAR (SPAGNA) – Ci sono giornate in cui il cronometro passa in secondo piano e lo sport si trasforma in pura ode alla resilienza. Sabato 30 maggio, sul traguardo del prestigioso Mediterranean Epic Triathlon a Oropesa de Mar, Maaaaaaaaax Massetti ha firmato un'autentica impresa di puro cuore e tenacia, portando a termine la massacrante distanza "Full" (3.8 km di nuoto, 180 km di ciclismo e 42.2 km di corsa) nonostante un grave imprevisto fisico.
Max ha bloccato le lancette sul tempo totale di 12 ore, 55 minuti e 32 secondi. Una ottima prestazione che, al di là dell'epica resistenza al dolore, gli ha permesso di conquistare un gratificante 74° posto assoluto e la 21ª piazza nella categoria V2M.
Nonostante l'handicap fisico, Max è riuscito a mettersi alle spalle un numero impressionante di avversari diretti, dimostrando una netta superiorità atletica e mentale.
La giornata era iniziata sotto i migliori auspici. Con una frazione di nuoto solida e determinata, Max è emerso dalle acque del Mediterraneo dopo appena 1h 14' 58", posizionandosi in un'ottima 45ª posizione assoluta.
I veri problemi e la durezza del tracciato spagnolo si sono palesati nella frazione ciclistica. I 180 chilometri nell'entroterra della Comunità Valenciana si sono rivelati un percorso esigente, caratterizzato da pendenze severe e continui cambi di ritmo che hanno messo a dura prova i muscoli delle gambe.
Gestendo lo sforzo con l'esperienza del grande passista, Max ha domato il dislivello chiudendo il segmento in 6h 30' 13".
Il dramma al 16° chilometro della maratona. Il capolavoro, tuttavia, si è compiuto a piedi. Entrato in transizione con le tossine della bicicletta ancora da smaltire, Max ha iniziato la maratona finale con passo regolare. Al sedicesimo chilometro, però, il verdetto più crudele: una fitta acuta, improvvisa e invalidante. Uno strappo al polpaccio.
Per chiunque altro sarebbe stato il ritiro immediato, la fine del sogno dopo oltre otto ore di sforzo. Non per Max! Rifiutando l'idea di arrendersi a un passo dal traguardo, Max ha stretto i denti e ha ridefinito la propria soglia del dolore riuscendo cosi a terminare la gara.
La cosa incredibile è che, pur correndo in condizioni precarie, ha difeso la propria posizione con le unghie e con i denti, completando la maratona sotto il muro delle 5 ore (4h 59' 20") e costringendo alla resa decine di triatleti integri che lo inseguivano.
Max non ha solo concluso un triathlon Full: ha sconfitto la sfortuna, dimostrando cosa significhi avere la stoffa del vero Finisher.